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Impiegato

corradoSono un impiegato, padre di cinque splendidi figli. Già da giovane avevo una grande insoddisfazione e la esprimevo con la mia ribellione. Iniziai le scuole superiori quando era il periodo della contestazione giovanile ed il mio interesse si spostò subito sulla politica; ci trovavamo tutti quanti alla piazza dove c’è il palazzo degli uffici (ora si chiama piazza XI settembre) formando un coordinamento degli studenti.
La mia irrequietezza era dovuta anche a un senso di protesta contro le ingiustizie di tutti i tipi, che permeava e che purtroppo, ancora oggi c’è nella nostra società. Nella scuola, stando in questo clima di contestazione e di protesta, accettavo ogni cosa che si faceva per essere diverso dal modello di “ragazzo perbene”, e quindi iniziai a fumare, prima le sigarette e poi la marijuana e l’hascish. Divenni ben presto un consumatore attivo di questa “felicità artificiale”.
Non mi fermai alle droghe leggere cercavo sempre nuove emozioni, anche nella musica, non mi perdevo nessun concerto delle pop star internazionali che arrivavano in Italia. Purtroppo a 21 anni, quando ero già sposato ed avevo già il primo figlio, entrai nel tunnel dell’eroina. Presi a bucarmi ed avevo delle belle emozioni mai provate prima, ma ahimè duravano pochissimo, rimanendone schiavo, assuefatto. Quelle belle emozioni che provavo all’inizio, furono subito sostituite dalla sofferenza fisica e psicologica; mi stavo uccidendo lentamente, per non parlare della sofferenza e disperazione che davo a mia moglie e ai miei genitori, non ne valeva assolutamente la pena.
Dove lavoro avevo un collega (adesso in pensione) che si era accorto della mia sofferenza, e dato che leggeva la Bibbia, puntualmente quando mi vedeva cercava di parlarmi di Gesù, ma io facevo finta di avere altre cose da fare e scappavo, perchè avevo altre idee ( ero un extraparlamentare di sinistra e pure ateo). Dio non era affatto nei miei pensieri e nei miei progetti. Ma questo mio collega non si arrendeva. Avevo tentato molte volte di uscire dalla dipendenza dell’eroina ma ricadevo sempre. L’ultima volta rimasi per due anni senza bucarmi, diventai un buon padre di famiglia, facevo casa e lavoro; ma, purtroppo, caddi di nuovo a bucarmi e persi tutte le speranze di uscire da questo orribile tunnel.
Un giorno in particolare, in ufficio, ero veramente giù, mi ritenevo un fallito e non vedevo un futuro buono per me e per la mia famiglia; di nuovo si presentò questo caro collega e mi parlò del Signore. Quelle parole di speranza, cioè di questo Dio che mi amava, che era vivente e presente, che poteva darmi un futuro e una speranza, mi incuriosirono. Mi disse pure che questo Dio vivo poteva intervenire nella mia vita e cambiarla definitivamente. Infatti oggi, sono convinto che, se avessi continuato a drogarmi non sarei sicuramente qui a parlare della mia storia.L’eroina non scherza, ho visto tanti miei amici che sono morti a causa di questa polvere maledetta.

Dopo un po’ di tempo, mosso dagli stimoli della coscienza e dalle parole dette da questo mio caro collega, mi ricoverai in ospedale per fare un ulteriore tentativo di uscire dalla droga; stetti otto giorni e le notti le passavo insonne, ma quello che mi ha stupito, era il fatto che avevo appetito. Di solito, quando uno è in astinenza da eroina, rigetta ogni tipo di cibo, ma io mangiai e ripresi forza come se il Signore aveva messo già i Suoi occhi su di me e desiderava che mi riprendessi più presto possibile. In quei giorni mi venne a trovare, oltre ai miei cari, anche il mio collega, rinnovandomi le promesse di Dio nonché l’amore che il Signore nutriva per me; rimasi ad ascoltarlo e, prima di andarsene, pregò per me affidandomi nelle preziose mani di Cristo, ci salutammo e se ne andò.
Rientrato in ufficio il mio collega, vedendo che avevo accettato di pregare e avevo mostrato interesse alle sue “parole”, mi invitò ad assistere ad una riunione che tenevano loro, e mi ricordò che era un giovedì pomeriggio. Io mia moglie e mio figlio andammo a questa riunione, sperando che il Signore potesse fare qualcosa per aiutarmi. Quel giovedì non successe nulla, tranne l’avere incontrato un amico d’ infanzia a cui volevo molto bene, invece la domenica successiva il Pastore predicò un messaggio che toccò profondamente il mio cuore.
Dio mi stava parlando e mi chiamava a Sé ed all’ appello finale, se qualcuno voleva accettare questo meraviglioso Salvatore. Scattai dalla sedia e andai vicino al pulpito inginocchiandomi, e quella sera aprii il mio cuore a Gesù e chiesi a Lui di perdonarmi tutti i peccati e di farmi un nuovo Corrado, il Signore Gesù lo fece ed ebbi un segno tangibile di tutto ciò. In quel momento sentii come una corrente elettrica che mi attraversava dalla testa ai piedi, sentii il Suo perdono, e mi alzai da lì con il viso tutto bagnato dalle lacrime ma anche con una sensazione di leggerezza. Il sacco che gravava sulle mie spalle pieno di tutte le trasgressioni e le ribellioni, l’avevo lasciato ai piedi di Gesù e quella sera sentii dentro al mio cuore l’amore di Dio. Il mio collega aveva ragione di dire che Dio mi amava e che si voleva interessare a me.
Dio mi liberò completamente dall’eroina dal fumo e soprattutto ha cancellato ogni mio peccato e mi ha dato la vita eterna. Sono 20 anni che appartengo a Gesù, e insieme alla mia famiglia Lo vogliamo amare, onorare e servire fino a quando Lui non ci chiamerà a Sé, godendo finalmente la Sua presenza per sempre,” lo vedremo come Egli è, contempleremo il Suo Volto”. Dio vi benedica!

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