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Il nostro Pastore

eclissiL’ECLISSI NON DURA PER SEMPRE

Io loderò l’Eterno in ogni tempo, la sua lode sarà sempre sulla mia bocca (Salmo 34)

Cerco in qualche modo di condividere la mia esperienza in questa prova. Sappiamo che non siamo immuni alle prove nel corso del nostro pellegrinaggio su questa terra. La Scrittura c’incoraggia affermando che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio.

La Bibbia insegna una cosa: sia coloro che edificano sulla sabbia che quelli che edificano sulla Roccia, saranno invasi dalla fiumana e investiti dai venti, ma la differenza è che coloro che edificano sulla sabbia avranno distruzione mentre la casa di coloro che edificano la loro vita sulla Roccia dei secoli, nonostante i venti e le fiumane, non crollerà mai. Gesù dice che nel mondo avremo tribolazione ma dobbiamo farci animo, perché Lui ha vinto il mondo.

Una sera dopo una febbre alta mi sono ritrovato a realizzare un’esperienza che non dimenticherò facilmente: ero sul letto di casa, e ho avvertito un forte dolore ai muscoli delle gambe, sentivo questo dolore che avanzava verso il petto, stringendomi come in una morsa. Piangendo dal dolore, mi sembrò di essere come il Signore Gesù sulla croce e gridavo: “Ora comprendo quello che hai sofferto per me, io ho i miei cari vicino che cercano di aiutarmi ma Tu sulla croce eri solo senza che alcuno ti porgesse aiuto”. Dopo pochissimi giorni da quell’esperienza, cominciai ad avvertire una difficoltà a rimanere in equilibrio; camminavo speditamente per evitare di cadere, sentivo un formicolio alle mani ed ai piedi, come se si fossero addormentati. Visitato da un dottore, mi fu consigliato il ricovero in ospedale presso il quale mi fu riscontrata una polinevrite acuta, una malattia autoimmune che paralizza tutti i nervi e i muscoli.

Non riuscivo più a camminare, ad avere il controllo delle braccia e delle mani, avevo bisogno d’aiuto per essere imboccato e condotto al bagno, la mia voce andava scemando fino al punto di dover comunicare solo con un sussurro di voce. Fu in queste circostanze che il nemico delle nostre anime, cercò di approfittarne per sussurrarmi che per me era finita, era finito il mio ministero. “Vedi – sussurrava – non puoi più camminare né usare le mani e la voce per pregare e predicare; per te è finita”.

Spesse volte ci troviamo in prove da cui sembra difficile uscirne fuori illesi, ma Dio non ci lascia mai soli. Colui che consola i cuori è intervenuto in modo stupendo nella mia vita con pensieri e visioni. Mi è parso di rivedermi nei panni di Giobbe. Potevo essere colpito nelle mani, nei piedi e nella voce ma non nella mente. Sentivo ripetermi sempre questa frase: “L’eclissi non dura per sempre, il sole riapparirà come prima”. Sapevo che il Sole della Giustizia sotto le cui ali c’è guarigione era con me in questa prova, e che questa prova cooperava per mio bene e per il bene della Chiesa del Signore.

Non so distinguere se fu una visione o un sogno, ma un giorno mi parve di essere dentro una barca in un mare in tempesta; però all’interno della barca c’era Gesù che mi diceva: “Io sono qui, non temere”. Una profonda pace s’impadronì di me, e fui sicuro che il Signore non mi avrebbe mai abbandonato: ed è stato così! Successivamente mi venne in mente l’esperienza dei discepoli di Cristo che si trovarono nel mare in tempesta, mentre Lui era sul monte che vegliava su loro: i Suoi occhi non si dipartivano dai Suoi amati in pericolo e venne a loro sulle acque.

I lunghi giorni trascorsi prima all’ospedale, poi in una clinica per la riabilitazione, non ci hanno affatto scoraggiato ad essere una luce in mezzo alle tenebre. Le persone che ci circondavano potevano vedere qualcosa di diverso in noi. Dio ci ha dato grazia di parlare con pazienti, medici ed infermieri, della grazia di Dio e della viva speranza che abbiamo in Cristo. Abbiamo la certezza che il seme seminato porterà frutto per la gloria di Dio.

La Parola c’incoraggia a gettare il pane sulle acque lo ritroveremo molto tempo dopo.

Perciò, sorella, fratello, amico che leggi queste righe, non disperarti per le prove, cerca il Signore e la Sua forza non ti mancherà. Egli ha promesso di essere con noi in ogni tempo, anche in quello delle prove, ce ne trarrà fuori e Lo glorificheremo.

Fratello Paolo Giovannini

In seguito ad un’infezione di origine batterica seguita da una forte febbre, il fratello Paolo Giovannini ha contratto la “sindrome di Guillain-Barre”, una polinevrite acuta che si manifesta con la paralisi progressiva degli arti. Si tratta di una malattia autoimmune, cioè provocata dal suo stesso corpo che, reagendo all’infezione in corso, è “impazzito” producendo anticorpi che hanno attaccato il sistema nervoso periferico, causandogli una paralisi progressiva e ascendente, dagli arti inferiori a quelli superiori

Ricoverato il 6 giugno scorso in stato di evidente debolezza, nel giro di 24 ore il fratello Giovannini era completamente paralizzato, al punto che per scongiurare un’imminente insufficienza respiratoria e cardiaca, è stata necessaria una trasfusione di immunoglobuline per un periodo di 5 giorni.

Dimesso dal reparto neurologico dopo 15 giorni, il 23 giugno è entrato in una clinica ospedaliera di riabilitazione, dove ha seguito una terapia per il recupero motorio e logopedico per circa 40 giorni. Dall’8 agosto il pastore è ritornato a casa, e le sue condizioni sono nettamente migliorate.

Ora cammina, legge, scrive ed è completamente autosufficiente, tuttavia deve osservare un periodo di riposo assoluto, visto che il suo corpo è ancora molto debole. Ringraziamo il Signore anche per i vari miracoli che ha compiuto durante tutto questo periodo, e soprattutto perché non ci ha permesso di essere provati “oltre le nostre forze” ma ci ha dato la via d’uscita e la Sua consolazione.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i fratelli e le sorelle che hanno pregato, lottato ed interceduto con noi; i tanti che ci hanno raggiunto con telefonate, messaggi, e-mail o semplicemente col pensiero e la preghiera. Dio vi renda copiosamente per quello che avete fatto! Se siamo ancora qui, è anche grazie a voi!

Famiglia Giovannini

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